Massaggio miofasciale: come eseguirlo e a cosa serve

Massaggio miofasciale Studio Delos

Il massaggio miofasciale è un tipo di massaggio, che non lavora sui muscoli, ma tra muscolo e muscolo, andando a incidere sulla fascia che li riveste, per allentare le tensioni della zona interessata dal massaggio.

Ideato dall’osteopata statunitense Andrew Taylor Still, il massaggio miofasciale si basa sul contatto manuale, utilizzato sia per la diagnosi che per il trattamento, e richiede un’ottima conoscenza dell’anatomia da parte di chi lo esegue.

Come funziona

Questo massaggio agisce sul tessuto elastico del sistema miofasciale, costituito dai muscoli, disposti in fasce ordinate, rivestite di tessuto connettivale, andando ad interessare anche la parte muscolare e nervosa.

L’azione del massaggio opera sulle fasce muscolari e sul liquido interstiziale, che fa da lubrificante tra i muscoli, rendendo i muscoli più elastici e aumentando la fluidità del movimento.

In questo modo, le zone trattate vengono liberate da tensioni, stasi e ristagni, così che il muscolo riesca scorrere con maggiore facilità della guaina contenitiva.

Si tratta, quindi, di un massaggio molto efficace nel trattamento di rigidità e di contratture muscolari, anche croniche, e che influisce positivamente anche sulla postura e sui dolori muscolo-articolari.

Già dopo la prima seduta, le manovre e le pressioni diventano più energiche e viene eseguito un massaggio miofasciale profondo: le prime sedute dureranno non oltre i 40 minuti, mentre, una volta abituato il corpo al trattamento miofasciale, questo potrà arrivare anche fino ai 90 minuti.

Il massaggio parte dalla zona cervicale, scende su scapole e paravertebrali e raggiunge la zona lombosacrale, eseguendo manovre e pressioni decontratturanti, con pollici e dita tese sulla parte trattata, alternati a scivolamenti lenti e a tecniche specifiche.

Una tecnica utilizzata è quella della delineilizzazione, che si esegue con pressioni verticali lungo il perimetro muscolare.

Un aspetto importante di questa tipologia di massaggio consiste nell’instaurazione di un legame molto forte tra fisioterapista e paziente, che prevede una respirazione sincronizzata tra i due: il terapista chiede al paziente di respirare in modo lento, profondo e regolare; infatti, inspirando, la tensione muscolare aumenta, mentre, espirando, si decontraggono muscoli e legamenti. Proprio per questo, il fisioterapista esercita pressione durante l’espirazione e rilascia durante l’inspirazione.

Benefici

I benefici di questo massaggio sono facilmente riscontrabili: aumenta la libertà di movimento, scioglie tensioni e contratture muscolari e agisce sia sul mantenimento della normale funzionalità muscolare.

Con il massaggio miofasciale posturale, attraverso le tecniche che agiscono sulle strutture fasciali, il pz. viene liberato dalle tensioni muscolari, dando benefici anche sull’aspetto posturale.

Inoltre, aiuta a trattare aderenze muscolari interfasciali, migliora la circolazione, grazie all’aumento dell’apporto ematico, e agevola anche il flusso venoso e linfatico, attraverso le manipolazioni che agiscono in profondità sulle fasce muscolari.

Quando viene eseguito su uno sportivo, da subito, si riscontra un miglioramento della prestazione e del gesto atletico e una riduzione del rischio di traumi muscolari: ciò è dovuto a ritrovate fluidità e scioltezza dei movimenti e alla riduzione o, addirittura, alla scomparsa dei fastidi e dei dolori precedentemente accusati.

Controindicazioni

È importante non sottoporre a trattamento le zone in cui vi siano:

  • forti infiammazioni, con aumento della temperatura, arrossamento, dolore acuto di causa ignota;
  • edemi;
  • traumi recenti, fratture o processi degenerativi del sistema connettivo o osseo;
  • situazioni vascolari compromesse;
  • febbre;
  • insufficienza cardiaca con edemi agli arti inferiori;
  • calcoli renali, in quanto il massaggio va ad aumentare la diuresi, mettendo in circolo eventuali calcoli;
  • neoplasie maligne: il massaggio migliora la circolazione, il che potrebbe favorire il diffondersi delle cellule tumorali;
  • dermatiti ed eczemi, per evitare l’aumento dell’irritazione o la sua diffusione in altre zone;
  • ciclo mestruale, durante il quale vanno evitati addome, cosce, glutei e zona lombosacrale;
  • gravidanza.

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