Massaggio miofasciale

MASSAGGIO MIOFASCIALE

Il massaggio miofasciale prende il nome dal suffisso “mio” che deriva da muscolo e “fasciale” da fascia. Si tratta di una tecnica di terapia manuale che non lavora sui muscoli, ma tra i muscoli (cioè sulla fascia che li riveste). Richiede da parte del fisioterapista grande precisione e buona conoscenza dell’anatomia, il massaggio miofasciale può essere modulato in base alle necessità del destinatario. I muscoli del corpo sono disposti in fasce ordinate avvolte da guaine di tessuto connettivale che formano una rete estesa chiamata sistema miofasciale. Il massaggio miofasciale lavora proprio su questo ampio tessuto elastico agendo al contempo sul fronte muscolare e nervoso. La pressione esercitata dal fisioterapista è forte ed energica, indirizzata alle fasce muscolari interessate, rendendo i muscoli più elastici e vivaci e riattivandone le funzioni. Il massaggio miofasciale svolge quindi una azione mirata sul liquido interstiziale, il lubrificante dei muscoli e per questo incrementa la fluidità del movimento. Agisce quindi liberando da tensioni, ristagni e stasi la parte di tessuto connettivo (fascia) che riveste il muscolo facendo sì che il muscolo scorra liberamente nella sua guaina di contenzione. L’utilità di questa azione è magnificata soprattutto nel gesto sportivo; il “motore” muscolare, essendo ben oliato, darà il massimo in termini di performance sportiva ed eviterà traumi muscolari. Ecco perché il massaggio miofasciale è particolarmente indicato per gli atleti.
Con i dovuti accorgimenti, il massaggio miofasciale è una tecnica valida per chiunque, particolarmente efficace nel trattamento delle rigidità e nel caso di contratture a carico della muscolatura, anche di tipo cronico. I benefici consistono quindi nel miglioramento della postura e nella risoluzione dei dolori muscolo articolari.
La seduta ha inizio con il paziente sdraiato con il fisioterapista che esplora il corpo con manovre, cercando di individuare i punti di tensione. La palpazione dello stato connettivale permette di capire chiaramente se sotto lo stato dermico esistono tensioni muscolari. Operando sullo strato connettivale in tensione per via riflessa, il fisioterapista ottiene quindi la distensione dello stato muscolare.
Fin dalla seduta successiva, le manovre diventano più energiche e le pressioni più profonde, nel rispetto delle caratteristiche fisiche del paziente. Una seduta dopo l’altra, il corpo risulterà sempre più sciolto e di conseguenza penetrabile. Le sedute durano circa 45 minuti con un intervallo tra una seduta e l’altra di 2/3 giorni.
Il massaggio miofasciale inizia partendo dalla zona della cervicale e procedendo sulle scapole e sui paravertebrali fino a raggiungere la zona lombosacrale. Il metodo di massaggio miofasciale si serve di manovre comuni quali pressioni forti ed energiche decontratturanti, effettuate con i pollici e dita tese su tutta la parte da trattare, che si alternano a scivolamenti lenti ma intensi e di tecniche specifiche che agiscono proprio sulla fascia connettivale e sulla muscolatura.
In seguito all’azione profonda sul corpo prodotta dal massaggio miofasciale, ci sono soggetti che provano un benessere immediato consistente in una aumentata libertà di movimento e una sensazione di leggerezza e altri che, invece, accusano una stanchezza profonda; per questi ultimi i benefici sono solo rimandati. La tecnica è in grado di migliorare nel tempo sia la postura, sia la fluidità dei movimenti e di conseguenza la qualità della vita quotidiana e sportiva. Di solito si consiglia un ciclo di 10 sedute.

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Massaggio decontratturante

MASSAGGIO DECONTRATTURANTE

Il massaggio decontratturante è un tipo di massaggio che agisce in profondità sui tessuti connettivi e muscolari, con il preciso scopo di sciogliere contratture e, più in generale, tensioni della muscolatura (anche se, naturalmente, può essere ottenuto anche un generico rilassamento dei muscoli). L’obiettivo primario del massaggio decontratturante, che, comunque, resta quello di sciogliere le contratture, si raggiunge grazie a opportune tecniche ed abilità che sono competenze specifiche di un buon fisioterapista. Il massaggio decontratturante è molto conosciuto, a livello popolare, in quanto molto praticato sugli atleti, e particolarmente sui calciatori, quotidianamente oppure quando si presentano particolari momenti critici durante l’attività agonistica. Naturalmente, tutti possono soffrire di disturbi muscolari: è sufficiente un movimento inopportuno, o brusco, perché il muscolo vada in contrazione, provocando, tra l’altro, un dolore assai intenso. Le modalità di esecuzione del trattamento (che, vale la pena ricordare, deve essere fatto assolutamente da fisioterapisti esperti e qualificati) si basano essenzialmente su alcune abilità manuali e, principalmente, sul modo di rendere efficace la pressione delle mani sulla parte interessata, naturalmente allo scopo di sciogliere e rilassare i muscoli, ed anche con dei colpetti opportunamente localizzati. Esistono, poi, degli oli creati appositamente per questi trattamenti, che sfruttano la vitamina E per ottenere un effetto energizzante e le proprietà della camomilla e dell’aloe per ottenerne uno rilassante. Il massaggio decontratturante viene praticato a livello locale, cioè in zone specifiche del corpo oggetto della contrattura: le parti più interessate da questo tipo di trattamento sono gli arti inferiori, la schiena, il collo. Il trattamento, inoltre, trova una specifica applicazione anche nella cosiddetta cervicalgia. Nel caso degli arti inferiori, quindi principalmente i polpacci e le gambe, si eseguono dei massaggi preliminari seguiti da più leggeri “sfioramenti”, che servono per la circolazione del sangue; poi si passa ad esercitare una pressione che dal basso arriva fino all’interno coscia. I movimenti più decisi sono riservati alla parte esterna della gamba (in quanto in quella zona i muscoli sono più larghi), mentre in quella più interna sono preferibili movimenti più dolci. La schiena è, sicuramente, la parte del corpo maggiormente interessata da contratture, soprattutto in quella particolare zona che scende dal collo fino alla schiena stessa, e poi fino alla fascia lombare, formando un trapezio. Anche in questo caso è necessario uno “sfioramento” per l’attivazione della circolazione del sangue, e quindi una particolare pressione prima sulla colonna vertebrale (dove si dovrà efficacemente insistere premendo con entrambi i pollici) e poi proprio sulla fascia lombare. Per finire si eseguiranno delle “pizzicate” allo scopo di sciogliere i muscoli. Per quanto riguarda il collo (e le spalle) invece verrà opportunamente eseguita una pressione dall’alto verso il basso per poi continuare con dei colpetti che agiranno sul tessuto connettivale. Le criticità che riguardano il collo e la schiena sono molto comuni, perché causate dalle errate posture che si tengono, ad esempio, quando si è davanti ad un computer. Infine, nei casi di cervicalgia, e, quindi, di dolori alla cervicale, i massaggi decontratturanti sono assai utili, soprattutto per il rilassamento muscolare e per lo scioglimento della contrattura. In generale, lo scioglimento delle contratture ed il rilassamento dei muscoli non sono gli unici benefici che si ottengono ricorrendo alla pratica del massaggio decontratturante. Un altro beneficio importantissimo riguarda la circolazione sanguigna, con la restituzione al corpo ed ai tessuti cutanei di un migliorato apporto di ossigeno. Senza dimenticare che l’eliminazione di tossine e di liquidi in eccesso agisce positivamente sul tessuto cutaneo. Allo Studio Delos ogni singola seduta di massaggio decontratturante dura circa 45 minuti . Di solito, anche dopo la prima seduta si avvertono già dei benefici, ma anche dei naturali dolori post-trattamento: si tratta, in genere, di indolenzimenti simili a quelli dovuti ad allenamenti particolarmente intensi. Naturalmente, il trattamento prevederà, a seconda dei casi, un certo numero di sedute, assolutamente necessarie per la risoluzione completa di tutte le criticità muscolari, accompagnate, su indicazione del fisioterapista, da esercizi generici di postura e da tecniche di rilassamento. Le patologie per cui si ricorre al massaggio decontratturante non si esauriscono nelle contratture e nelle altre situazioni di criticità propriamente muscolari. Esistono situazioni in cui tale tipo di massaggio porta benefici come i casi di generica rigidità muscolare (quando cioè i muscoli non risultano più elastici perché poco sollecitati) o di blocco articolare. Persino casi di ansia e di pesantezza nello stomaco possono trarre giovamento da un tipo di trattamento che, ricordiamo, agisce sulla circolazione sanguigna e quindi, indirettamente, sul conseguente miglior apporto di ossigeno.

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