Stretching PNF: cos’è e a chi è rivolto

Oggi parliamo di stretching PNF, un tipo di stretching dinamico adatto un po’ a tutti, ma soprattutto a coloro che soffrano di particolare rigidità.

A chi non è mai capitato di sentire il bisogno di allungare o, come si dice volgarmente, di stiracchiare una parte del nostro corpo?

Ecco, questi piccoli allungamenti non sono altro che una forma leggera di stretching effettuato quotidianamente. 

Letteralmente, infatti, la parola stretching è un termine inglese che significa allungamento e che viene utilizzato per descrivere una serie di esercizi svolti al fine di migliorare l’elasticità e la flessibilità del tessuto muscolare

Avere una buona flessibilità e una buona elasticità muscolare è sinonimo di benessere: aiuta ad utilizzare al meglio il proprio corpo e a prevenire infortuni e dolori articolari. 

A lungo andare, una vita sedentaria e delle posture scorrette determinano un inevitabile irrigidimento del tessuto muscolare e per questo motivo è utile praticare esercizi di stretching non solo per la schiena e per il collo, che sono le zone che tendono maggiormente a irrigidirsi, ma anche per tutte le altre parti del corpo, come spalle, glutei, gambe e polpacci.

Stretching PNF cos’è e a cosa serve

Noto anche come facilitazione neuromuscolare propriocettiva, il PNF è una tipologia di stretching che non prevede semplicemente l’allungamento passivo, ma che utilizza degli specifici recettori propriocettivi localizzati all’interno dei fascicoli di fibre muscolari per effettuare un allungamento di tipo attivo. 

Denominati fusi neuromuscolari, questi recettori sono dei veri e propri organi propriocettivi sensibili allo stiramento: nel momento in cui il muscolo viene portato al massimo allungamento per evitare stiramenti e lesioni muscolari, attivano una contrazione riflessa in protezione dello stesso muscolo, secondo un meccanismo denominato riflesso miotatico inverso. 

Durante lo stretching PNF, quando viene posizionato il muscolo in massimo allungamento, si effettua una contrazione volontaria isometrica, cioè senza movimento, dello stesso muscolo della durata di 5 secondi circa, in maniera tale da inibire l’azione dei fusi neuromuscolari. 

Durante questa contrazione, sarà evidente la riduzione della percezione dell’allungamento del muscolo, quindi si potrà procedere allungandolo ulteriormente e ripetendo il procedimento per 2 o 3 volte, fino ad ottenere una lunghezza muscolare maggiore immediata. 

A chi è rivolto

Questo tipo di metodica è molto semplice da effettuare una volta compreso il meccanismo di funzionamento ed è veramente adatta a chiunque, soprattutto a persone particolarmente rigide, che riscontrino particolari difficoltà durante la metodica di stretching tradizionale. 

Probabilmente, questi soggetti avranno un sistema di allerta propriocettivo molto attivo e, di conseguenza, inibendo questo sistema, il PNF permetterebbe di raggiungere una maggiore elasticità e flessibilità muscolare più facilmente.

Esercizi PNF

Gli esercizi di stretching con metodo PNF possono essere effettuati sia con l’aiuto di un operatore che sappia dosare l’allungamento passivo e soprattutto la resistenza da applicare durante l’esecuzione, sia da soli con l’utilizzo di elastici o altri dispositivi utili all’applicazione della resistenza.

Gli esercizi di stretching e allungamento muscolare sono la base di alcune discipline, come lo yoga e il pilates, che, oltre a focalizzarsi sul rinforzo della muscolatura, ricercano flessibilità ed elasticità in tutto il corpo. 

In particolare, diversamente dallo yoga, il pilates utilizza esercizi di stretching soprattutto attivi, in cui si ricerca la forza della muscolatura in tutto il range di movimento. 

Questo permette non solo di poter utilizzare al meglio l’allungamento ottenuto attraverso il movimento in range articolari maggiori, ma di poter preservare questo allungamento nel tempo.

  • Lascia un commento