Stiramento muscolare, come curare quello del gastrocnemio mediale

Lo stiramento muscolare è un eccessivo allungamento delle fibre muscolari. Uno dei più frequenti è lo stiramento del gastrocnemio mediale, del quale sono vittime alcune categorie di sportivi. Difatti, quando durante la corsa si compiono repentini cambi di direzione, di ritmo, di inclinazione e di velocità si può incorrere in questo problema.
Stiramento del gastrocnemio mediale, quali sintomi?
Lo stiramento del gastrocnemio mediale si manifesta con un dolore acuto localizzato, seguito da una graduale necessità di interrompere l’attività, in presenza di ipertonia muscolare anche a riposo.
Lo stiramento può verificarsi in situazioni diverse e per una serie di cause:
- mancanza di riscaldamento generale e specifico
- preparazione fisica inadeguata
- movimenti rapidi e faticosi
- squilibri posturali e muscolari;
- microtraumi ripetuti
- abbigliamento e calzature inadeguati
Quali sono gli sport in cui è più frequento lo stiramento del gastrocnemio mediale?
Gli sport nei quali, con maggiore frequenza, gli atleti sono soggetti agli stiramenti sono: il tennis, il calcio, il rugby, l’atletica e lo sci. Nella pratica di queste discipline, infatti, ci sono momenti di sprint e di corsa con rapidi cambi di direzione.
Cosa fare
Durante la fase iniziale, oltre a concedersi un lungo periodo di riposo, è importante applicare il protocollo R.I.C.E., il quale prevede di immobilizzare l’arto, applicare del ghiaccio, un bendaggio compressivo per ridurre la possibilità di emorragie e mantenere l’area interessata sollevata.
Durante il periodo di riposo, inoltre, è fortemente consigliato il ricorso alla Tecarterapia, un’apparecchiatura elettromedicale d’elezione per contrastare le lesioni muscolari. Affiancando questa alla laserterapia YAG ad alta potenza o, in alternativa, alla pompa diamagnetica e la terapia FREMS, si può accelerare la guarigione. Le lesioni di primo grado si risolvono in circa in dieci-quindici giorni. Occorre rispettare il riposo, usare degli antinfiammatori e associare la Tecarterapia. In presenza di lesione di secondo grado, è necessario aumentare a quindici-trenta i giorni di stop, prima di riprendere l’attività sportiva.
