Problemi posturali: cause, sintomi e metodo Mezieres

Stare al PC, studiare, leggere un libro, dormire sono tutte attività che ognuno di noi compie durante la propria giornata, ma che, se fatte in modo scorretto, possono essere causa di problemi posturali.

I problemi posturali, infatti, derivano da atteggiamenti sbagliati o posture scorrette, che spesso vengono mantenuti in modo continuato o ripetuto nel tempo, portando a fastidi e dolori o, in alcuni casi, a vere e proprie patologie.

Cos’è la postura

La postura è la posizione che assume il corpo nello spazio e la relazione tra le varie parti di esso, quali collo, testa e schiena, al fine di garantire la posizione eretta e il movimento.

Il sistema posturale può essere considerato come un insieme, che comprende sottosistemi e strutture del sistema nervoso centrale e periferico, quali il sistema visivo, il sistema oculare e la lingua, propriocettori, artrocettori e pressocettori.

Il più delle volte, il concetto di postura viene dato per scontato, dal momento che questo è regolato da misure, posizioni e movimenti automatici, a cui non pensiamo e che, spesso, trascuriamo.

Tuttavia, una postura scorretta comporta rischi e conseguenze per la salute del nostro corpo e, in particolare, per la colonna vertebrale.

Osservando una persona di schiena, si nota un andamento verticale della colonna, mentre, se la si osserva di profilo, scopriamo che la colonna vertebrale è caratterizzata dalla presenza di quattro curve, alternativamente concave e convesse, che corrispondono alle quattro porzioni principali della colonna stessa:

  • la prima, a livello del collo, nota come lordosi cervicale;
  • la seconda, a livello toracico, nota come cifosi toracica;
  • la terza, a livello lombare, nota come lordosi lombare;
  • la quarta, a livello sacrale, nota come cifosi sacrale.

Queste curve hanno la funzione di sostenere e ammortizzare il carico della testa e del torace, gli eventuali sovraccarichi esterni e quelli provenienti dall’impatto dei piedi con il suolo; inoltre, aiutano a mantenere l’equilibrio e a ridurre il carico sulla colonna vertebrale, in caso di movimenti bruschi.

Una postura corretta è essenziale per mantenere queste curvature naturali, al contrario di quanto si verifica quando si assumono posizioni sbagliate e non fisiologiche, soprattutto se mantenute per lunghi periodi di tempo, durante i quali i muscoli subiscono pressioni e tensioni innaturali, che generano dolore e le cui conseguenze si riversano su tutti i distretti del corpo.

Problemi posturali cause e fattori influenzanti

All’origine di un disagio posturale, di norma, c’è un evento traumatico, anche lieve o molto lontano negli anni, che ha provocato un’alterazione dell’equilibrio della catena delle articolazioni, che collega collo, colonna vertebrale e arti.

Il corpo risponde mettendo in atto una serie di meccanismi di compenso, che danno origine ad atteggiamenti posturali viziati.

Per mantenere il tono muscolare, infatti, l’organismo coinvolge i cinque sensi, i centri vestibolari per l’equilibrio, ad esempio, e tutto il sistema nervoso centrale.

Nel tempo, questa situazione genera vizi di posizione, come un alterato appoggio plantare, che può causare piede piatto o piede cavo, ripercuotendosi su caviglia, piede e ginocchio, oppure un dolore al bacino, che si manifesta con cifosi e scoliosi, fino a giungere al cranio e alla mandibola, con conseguenti malocclusioni, arcate dentali non allineate e difetti della vista.

La postura è, quindi, influenzata da:

  • movimenti che impongono uno sforzo, sia ai muscoli che ai legamenti, come piegarsi in avanti, incurvarsi, sbilanciare il corpo da un lato; se protratti nel tempo, possono portare la comparsa di affaticamento e dolore;
  • un peso corporeo eccessivo e condizioni, quali rigidità o tono muscolare ridotto, spesso presenti quando lo stile di vita sia particolarmente sedentario;
  • alcune attività professionali, che comportano posture scorrette prolungate nel tempo;
  • stress psico-fisici;
  • fattori emozionali.

Postura scorretta sintomi

A livello del cranio e del distretto cervicale, i sintomi di uno squilibrio posturale sono:

  • cefalea/emicrania;
  • vertigini;
  • dolori del trigemino;
  • pressione ai bulbi oculari;
  • denti non allineati mandibola spostata in fuori/dentro;
  • schioccare della bocca quando si apre o si chiude;
  • bruxismo;
  • prurito agli orecchi e acufeni;
  • diplopia.

A livello vertebrale, invece, è possibile riscontrare:

  • torcicollo;
  • sciatalgia;
  • lombalgia;
  • dorsalgia;
  • parestesie degli arti;
  • difficoltà a deambulare.

A livello articolare, i sintomi più comuni sono:

  • atralgia, ossia dolori alle articolazioni;
  • dolori ai piedi e disassiamenti, quali alluce valgo, piede piatto e piede cavo;
  • calli e duroni;
  • rotazioni, ossia disassiamenti del bacino;
  • vare e valghe, ossia disassiamenti delle ginocchia;
  • anteposte, ossia disassiamenti delle spalle.

In generale, quindi, postumi di eventi traumatici e cattive abitudini di vita possono velocizzare i processi degenerativi fisiologici del corpo e limitare i miglioramenti nel ripristino posturale.

Risulta evidente che la soluzione terapeutica e preventiva può essere solo un programma personalizzato e professionale, che miri alla rieducazione posturale e alla correzione della postura, tenendo conto anche di fattori scatenanti e aggravanti.

Problemi posturali conseguenze

Come si può immaginare, posizioni sbagliate delle varie parti del nostro corpo sono in grado di creare tensioni sia fisiche che fisiologiche agli organi interessati. Ad esempio:

  • uno scorretto posizionamento del bacino potrà comportare difficoltà a tutti gli organi in esso contenuti, con conseguenti potenziali problematiche di tipo urologico, ginecologico e viscerale; ulteriori disfunzioni possono derivare dal restringimento del foro di coniugazione vertebrale, detto foro intervertebrale, dovuto al disallineamento vertebrale, associato a contrazione e retrazione muscolare, con conseguente danno delle fibre neurovegetative e dei nervi spinali, che interessano in maniera diretta o indiretta gli organi toracici, addominali e pelvici;
  • tensioni, contratture e retrazioni a livello dei muscoli cervico-dorsali e cervicali della zona suboccipitale, spesso associate a problematiche posturali e stomatognatiche, favoriscono l’insorgenza di cefalee, nausee, dolori oculari e cali della vista, dolori dentari, acufeni, problemi d’equilibrio, problemi di memoria e di concentrazione e invecchiamento cerebrale precoce;
  • respirazione poco fisiologica, con conseguente alterazione dei muscoli respiratori e, in particolare, del muscolo del diaframma, che, essendo a stretto contatto con gli organi vitali di addome e torace, ne condiziona la fisiologia; inoltre, un diaframma in retrazione favorirà problematiche circolatorie, dato il suo fondamentale ruolo come pompa per il ritorno sanguineo, tramite l’azione di pressione-depressione sugli organi toracici e addominali, e l’iperlordosi lombare, date le sue inserzioni sul rachide lombare;
  • problemi circolatori dei liquidi corporei negli arti inferiori: in particolare, occorre considerare la presenza del nodo vascolare e nervoso situato a livello del malleolo mediale della caviglia; tale nodo risulta cruciale per il ritorno venoso, ma, spesso, non riesce a svolgere fisiologicamente la sua funzione, perché sottoposto a tensioni, a causa di squilibri posturali, come il piede in appoggio in eversione;
  • errato avvolgimento-svolgimento del piede durante il passo, ossia una possibile spinta propulsiva della circolazione venosa insufficiente; durante la deambulazione, infatti, piede, caviglia e polpaccio formano un’unità anatomo-funzionale, che funge da “cuore periferico”; retrazioni e aderenze delle fasce risultano ostacoli circolatori; le conseguenze di tutto ciò possono essere edemi per stasi circolatorie, senso di stanchezza e irrequietezza degli arti inferiori, vene varicose, linfoedema, flebiti ecc.

In realtà, man mano che gli studi e le ricerche di posturologia procedono, appaiono sempre più numerose le problematiche legate alla postura: queste, oltre alla sfera prettamente fisica e organica, interessano anche quella sfera psichica.

Dopo la nascita della psiconeuroendocrinoimmunologia, ossia la scienza che ha dimostrato in modo oggettivo la stretta integrazione di tutti i sistemi del nostro corpo, mente inclusa, non si può più negare la grande influenza che una determinata postura può avere sulla sfera psichica dell’individuo e viceversa.

Infine, è bene ricordare l’esistenza di disfunzioni organiche primarie, ossia di origine non posturale, ma in grado di comportare secondariamente alterazioni posturali, quali patologie di vista, udito, vestibolo, apparato stomatognatico, respiratorie, gastroenteriche, neurologiche, autoimmuni, cicatrici importanti ecc.

In questi casi, occorrerà dare la precedenza alle relative cure e trattamenti specialistici, consistenti in cure farmacologiche, rieducazione vestibolare o visiva nel protocollo di rieducazione posturale.

Da qui, l’importanza di un’accurata e completa diagnosi iniziale, tramite esame posturale.

Problemi posturali nel bambino

Problemi posturali nel bambino
Problemi posturali nel bambino. Foto: momjunction.com

L’esame della colonna vertebrale e del sistema nervoso di un bambino potrebbe essere uno degli esami più importanti della loro vita: il sistema nervoso è deputato al controllo di tutte le funzioni del nostro corpo, in quanto riceve ed invia stimoli sotto forma d’impulso nervoso, riequilibra l’energia, in modo tale che il bambino possa adattarsi nel modo migliore all’ambiente circostante.

Per far sì che il sistema nervoso lavori nel modo più corretto, è necessario che riceva una buona stimolazione dai recettori presenti in tutto il corpo e, quindi, anche nei muscoli che controllano la postura del collo e della colonna vertebrale.

L’infanzia è un periodo di attività fisica notevole: salti, competizioni, cadute e incidenti possono causare disallineamenti della colonna vertebrale, causando un’alterazione del funzionamento dei recettori e, pertanto, una minore attività del sistema nervoso.

Infatti, se si presenta un malfunzionamento della colonna vertebrale, i neuroni del sistema nervoso ricevono meno stimoli e il sistema nervoso stesso perde la sua capacità di adattare il corpo ai cambiamenti ambientali: questa può essere l’origine di un indebolimento generale dell’organismo del bambino, che avrà minore resistenza alle malattie.

Sarebbe buona regola per tutti i genitori far controllare la colonna vertebrale dei propri figli, almeno una volta nella vita, soprattutto negli anni della crescita: così come è necessario esaminare con regolarità vista, udito e altri fattori, si ritiene altrettanto necessario un controllo della funzionalità della colonna vertebrale e del sistema nervoso, per ripristinare un buono stato di salute generale.

Infatti, l’età pubere, che varia da individuo a individuo, è considerata ad alto rischio per l’insorgenza di deformità vertebrali, sia nei soggetti di sesso femminile che in quelli di sesso maschile.

La crescita e lo sviluppo costringono il corpo ad assumere posizioni nuove, talvolta scorrette, per ricercare nuovi equilibri, che, alla lunga, possono tradursi in atteggiamenti sbagliati dello scheletro: in questi casi, si parla di paramorfismi, indicando con tale espressione tutto ciò che, pur determinando un’alterazione della forma corporea, è correggibile; si parla, invece, di dismorfismi, quando le alterazioni dello scheletro si sono ormai cronicizzate e non possono essere modificate con la rieducazione posturale.

La maggioranza dei paramorfismi viene a formarsi in età scolastica, spesso per un’errata postura assunta tra i banchi o per un eccessivo carico di zaini e cartelle, ma, se rilevati fin dai primi anni di scuola, possono essere eliminati attraverso la rieducazione posturale; invece, i dismorfismi si generano per una mancata attenzione verso i paramorfismi.

I paramorfismi più facilmente riscontrabili possono riguardare il dorso e gli arti inferiori: a loro volta, i primi si dividono in simmetrici o asimmetrici, a seconda che agiscano sul piano sagittale o sul piano frontale.

Tra i più diffusi tipi di paramorfismi ricordiamo:

  • portamento rilassato o abito astenico, dovuto all’incapacità del corpo di opporsi alla forza di gravità, che ne altera la forma: il soggetto si presenta con capo inclinato in avanti, addome promittente, spalle cadenti, piedi piatti; in seguito, si instaurano atteggiamenti scoliotici; l’abito astenico è considerato la causa principale dei vari paramorfismi;
  • dorso curvo e lordosi lombare: quando la curva fisiologica dorsale della cifosi è più appariscente del normale; si tende a valutare un dorso “curvo”, quando l’angolo di curvatura del soggetto in piedi, nel tratto dorsale, supera i 40°; l’atteggiamento della cifosi può trasformarsi, se non presa in considerazione, in dorso curvo astenico; insieme al dorso curvo, va presa in considerazione la lordosi lombare, che si forma come curva di compenso insieme all’addome prominente;
  • atteggiamento scoliotico: di fronte, la colonna vertebrale deve presentarsi perfettamente rettilinea; pertanto, prende il nome di scoliosi ogni deviazione di quest’ultima a sinistra o a destra, che esca dalla verticale del filo a piombo immaginario, che va dalla prima vertebra cervicale all’ultima sacrale; inoltre, si è rilevato che:
    • la scoliosi si riscontra più facilmente nel sesso femminile che in quello maschile, con un rapporto di 3 a 1 ;
    • solo in percentuale del 25-30% è ereditaria, comunque, se è presente nella stessa famiglia, si riscontra più frequentemente;
    • può dipendere da posizioni “comode”, che i ragazzi assumono spesso.

Ciò che permette di rilevare l’effettiva presenza delle scoliosi è il referto radiografico.

Tuttavia, un altro metodo per rilevarla è quello di porre il soggetto a piedi uniti, in massima flessione del busto in avanti, con le mani sui piedi: se si noteranno evidenti convessità sul dorso (gibbosità), saremo in presenza di una scoliosi; se, invece, il rachide risulta senza alcun evidente rilievo nel tratto dorsale, probabilmente, saremo di fronte ad un semplice atteggiamento.

Il tipo di trattamento per l’atteggiamento scoliotico è in relazione alla gravità dell’alterazione: fino a 30°, potrebbe essere trattata con l’esercizio fisico; dai 30° ai 60°, si dovrebbe associare al trattamento fisico l’uso di un supporto ortopedico, ossia di un corsetto; dai 60° in poi, è consigliabile l’intervento chirurgico.

Diagnosi

La diagnosi è sempre clinica e si effettua attraverso l’osservazione del paziente o con test strumentali specifici, per evidenziare i disturbi e misurarne l’entità in ogni età: lo studio del paziente al filo a piombo e con specchio posturale consente di evidenziare le asimmetrie, le deviazioni e le deformità; inoltre, esistono test specifici delle reazioni posturali, in base all’età e alla maturazione raggiunta, in relazione ai differenti sistemi di controllo che interagiscono nell’equilibrio posturale:

  • la vista;
  • l’equilibrio;
  • la regolazione automatica delle traiettorie dei movimenti e delle posizioni articolari reciproche del corpo, attraverso i meccanismi della propriocettività.

In laboratorio, attraverso la digitalizzazione dei dati, si possono individuare e misurare in modo accurato, i disturbi posturali legati ai sovraccarichi funzionali sulla colonna e sugli arti, nel corso dello sport o in posizioni di lavoro scomode con:

  • la posturografia, per misurare gli squilibri del sistema posturale;
  • l’elettromiografia di superficie, non invasiva, per lo studio dei disturbi elettrici, nel caso di tensione muscolare;
  • l’algometria, che precisa l’entità del dolore;
  • l’inclinometria o goniometria, per le deviazioni degli assi del movimento;
  • la termografia, con cui viene registrato un aumento di calore, in caso di disturbo meccanico;
  • l’ecografia, per visualizzare le lesioni di tutto il sistema muscolo-scheletrico.

Trattamento

La ginnastica e la rieducazione sono le branche della medicina riabilitativa, che utilizzano il movimento o le posture, per prevenire e ridurre i rischi di alterazioni meccaniche del corpo.

Questo trattamento si rivolge agli adulti, per aumentare la sostenibilità al lavoro meccanico ripetitivo e, quindi, prevenire o curare il dolore o le lesioni del sistema muscolo-scheletrico; per quanto riguarda i bambini, invece, mira a prevenire l’accumulo di microtraumi, disturbi o lesioni, che modifichino l’avvenire dei bambini fino alla deformità.

Conseguentemente ad una postura scorretta, non solo le ossa, ma anche i tessuti molli assumono degli stati alterati: alcuni muscoli perdono di tono e non sorreggono come dovrebbero la struttura; altri, invece, si retraggono, risultando rigidi e accorciati e creando forti tensioni.

In questo modo, l’intero sistema muscolo-scheletrico viene a trovarsi in una situazione di forte disequilibrio; inoltre, spesso, a ciò si associano anche dolori e complicazioni funzionali.

Quasi sempre, la ginnastica posturale si avvale anche della ginnastica respiratoria.

A chi rivolgersi

Molti si cimentano in esercizi fisici e attività fai-da-te, nel tentativo di risolvere la questione senza spostarsi da casa oppure rivolgendosi a figure non competenti ed inadeguate, come palestre in cui si svolga ginnastica di gruppo, correndo il rischio di peggiorare la propria condizione.

La figura più appropriata a cui rivolgersi è quella del posturologo: un professionista del ramo sanitario, che ha frequentato un corso o un master di posturologia ed è, quindi, una figura che si occupa di diagnostica e/o di riabilitazione posturale, a seconda della propria specificità.

Attraverso un programma specifico, il posturologo si pone l’obiettivo di riarmonizzare la struttura muscolo-scheletrica, risolvendo o allentando le tensioni e potenziando i muscoli carenti, ad esempio gli addominali.

A seconda dei casi, ci si avvale di esercizi posturali, ma si attinge anche da programmi di mobilità articolare, stretching e respirazione.

Problemi posturali e il metodo Mezieres

Uno dei metodi più efficaci in cui si specializza il posturologo è il metodo Mezieres, conosciuto anche come rieducazione posturale: si tratta di un metodo di cura rivoluzionario, scoperto nel 1947 da Françoise Mézières, la quale lo ha concepito e raffinato con pazienza, per farne uno strumento meraviglioso e tanto efficace da aver cambiato la vita di molti terapisti e di un numero incalcolabile di pazienti.

Questa tecnica di riabilitazione individuale ad approccio globale restituisce lunghezza, elasticità e benessere muscolo-scheletrico, attraverso il ripristino della simmetria corporea e della funzione di ciascuna articolazione.

Si parte dal concetto che la forma, ossia la postura, e la funzione dei muscoli e delle articolazioni si influenzino reciprocamente: un corpo mal allineato presuppone una cattiva funzione, che alimenta una cattiva postura, la quale può causare diversi dismorfismi, come scoliosi, iperlordosi, cifosi, ginocchio varo o valgo, cancellazione delle curve fisiologiche e altri fastidi.

I dolori e i problemi posturali della colonna vertebrale e delle articolazioni, come lombalgie, cervicalgie, nevralgie e altre patologie scompaiono o si attenuano fortemente, perché viene meno la causa che le ha prodotte: l’accorciamento delle catene muscolari.

Le sedute previste dal metodo Mézières hanno cadenza settimanale e una durata che varia dai 40 e ai 60 minuti, a seconda dello stato del paziente, iniziano con l’osservazione e sono individuali e personalizzate, in funzione delle esigenze, dei problemi posturali e delle caratteristiche del soggetto.

Grazie ad un’osservazione rapida e precisa, il terapeuta ha una visione sintetica delle asimmetrie del paziente, la quale gli permette di mettere in atto uno dei più straordinari cambiamenti conosciuti in ambito medico: modificare la forma del corpo per migliorarne la funzione.

Il trattamento prevede una successione di posture, proposte dal terapeuta e mantenute dal paziente, il cui scopo è quello di allungare le catene muscolari, prendendo a modello la forma perfetta: queste posizioni globali e totali devono essere tenute con grande rigore e per un tempo abbastanza lungo, a differenza dello stretching, e vanno associate ad un lavoro d’espirazione, che contrasta le lordosi e allunga il diaframma, fungendo da metodo supplementare per intensificare la tensione delle differenti catene muscolari accorciate.

Benefici del metodo Mezieres:

  • miglioramento della postura;
  • normalizzazione della funzione respiratoria;
  • armonizzazione delle fasce muscolari;
  • riorganizzazione delle catene cinetiche;
  • ripristino del benessere psico-fisico.

Cosa cura:

  • dolori della colonna vertebrale: lombalgie, cervicalgie;
  • dolori delle articolazioni: coxartrosi, sindromi rotulee;
  • nevralgie: lombosciatalgie, cervico-brachialgie;
  • ernie discali e discopatia;
  • artrosi;
  • squilibri delle funzioni neuro-vegetative;
  • disturbi digestivi, ernia iatale, reflusso gastro-esofageo;
  • alcuni problemi ginecologici, soprattutto dolore pre-mestruale;
  • disfunzioni circolatorie;
  • vertigini e cefalee, quando riconducibili al rachide cervicale;
  • disfunzioni respiratorie;
  • alterazioni posturali: scoliosi, iperlordosi, ipercifosi, ginocchie vare o valghe, piede piatto e cavo, alluce valgo.

Un trattamento Mézières nella cura dei problemi posturali avrà diverse finalità:

  • terapeutica;
  • di mantenimento: molto spesso, qualche seduta distanziata è sufficiente per mantenere e consolidare i risultati già ottenuti in precendenza, impedendo così delle ricadute;
  • preventiva: agire prima che insorgano i sintomi prevedibili; a volte, qualche seduta fatta al momento giusto, è sufficiente ad evitare l’apparire di problemi.

Quindi, la rieducazione posturale rappresenta un valido strumento per le persone che cercano un trattamento personalizzato.

È possibile sottoporre alle sedute i bambini tra i 7 e gli 8 anni, se dotati di sufficiente attenzione, e anche i pazienti di età superiore agli 80 anni ottengono risultati eccezionali nel trattamento di dolori reumatici, nevralgie, mal di schiena, rigidità articolare, disturbi circolatori, artrosi.

Spesso, i migliori ambasciatori del metodo Mézières sono le persone che hanno sperimentato tante terapie senza avere effetti positivi o che hanno perso quasi del tutto le speranze d’essere sollevati dai loro dolori.

Certo, la terapia Mézières non è la panacea universale, in quanto anch’essa ha i suoi limiti e le sue controindicazioni, piuttosto, è nostra intenzione sensibilizzare il pubblico ad un approccio di buon senso: se a volte i trattamenti puntuali e locali sono necessari o sufficienti, generalizzarli appare di un’efficacia ingannevole o nefasta sul lungo termine.

È importante essere consapevoli che non è sufficiente mettere uno spessore sotto un piede per risolvere un problema statico, né prescrivere un busto, pur essendo necessario, anche se in rari casi, per risolvere un problema lombare.

    1. Paolo Colombini Ottobre 11, 2020
      • Redazione Studio Delos Ottobre 12, 2020

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