Manipolazioni vertebrali: cosa sono

Quando si parla di manipolazioni vertebrali o, più comunemente, di thrust, si intende riferirsi ad una tipologia di mobilizzazione diretta, che, per definizione, ha caratteristiche di alta velocità e bassa ampiezza (HVLA).

Queste manipolazioni sono eseguite su una determinata articolazione una volta eliminata la lassità della stessa (messa in tensione), con una delle due superfici articolari in fissazione e l’altra utilizzata per la mobilizzazione.

Spesso, a tecnica avvenuta, si può udire uno schiocco, denominato anche rumore di cavitazione articolare.

Non sono ancora del tutto chiari i meccanismi per cui esso si manifesti, ma si ritiene che siano implicati la de-coattazione articolare, ossia l’allontanamento dei capi articolari, e la liberazione di azoto, presente come densità gassosa in una capsula articolare irritata.

Dunque, si capisce come questo rumore non sia un segno di trauma articolare e che, di conseguenza, non comporta danni. 

È importante precisare che con tali tecniche lo specialista non altera la posizione delle vertebre o i rapporti articolari dei distretti trattati, ma fornisce al cervello un’informazione circa i movimenti che la struttura manipolata può compiere.

Tali manipolazioni possono essere effettuate su varie articolazioni e a diversi livelli della colonna in base alla sede della disfunzione somatica individuata dall’operatore. 

Una manipolazione vertebrale può essere, quindi, eseguita a livello:

  • cervicale;
  • dorsale;
  • lombare.

Sarà il terapista ad accertarsi che si tratti della disfunzione di una singola vertebra o di un gruppo vertebrale e, solo dopo aver effettuato un’attenta valutazione, sceglierà la tecnica più idonea alle esigenze del paziente.

Il principale obiettivo è ripristinare la mobilità di un segmento articolare che si trova nella situazione di disfunzione somatica. 

Il miglioramento avviene grazie ad una modulazione neurale a feedback, come riflesso miotatico, ovvero una diminuzione del tono dei tessuti peri e intra articolari, ripristinando la mobilità e riducendo notevolmente il dolore e l’infiammazione. 

Molte volte, lo stesso schiocco ha un effetto terapeutico sul paziente.

Manipolazioni vertebrali rischi e controindicazioni

È importante sapere che il thrust non è mai dannoso, se la valutazione e l’esecuzione della tecnica avvengono in maniera consona. 

Le principali controindicazioni per le tecniche manipolative sono:

  • Stenosi arteriose;
  • Osteoporosi;
  • Artropatie;
  • Patologie oncologiche e metastasi;
  • Patologie loco regionali, come fratture;
  • Operatore non qualificato: la manipolazione, infatti, deve essere effettuata da un fisioterapista laureato e con specializzazione in terapia manuale osteopatica.
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